La cattiveria oggi

La cattiveria oggi

«La verità è che si respira proprio un’aria marcia, di quelle che ti corrodono pure i pensieri. Il mondo si sta incattivendo a vista d'occhio, e non è che ci sia bisogno di scalare chissà quale montagna per accorgersene: basta scendere a comprare il pane o aprire un social a caso per trovare una quantità di livore, di rabbia gratuita e di cattiveria che ti fa passare la voglia di uscire di casa .La gente gira con le zanne di fuori, pronta a sbranarti per un parcheggio, per una precedenza non data, o perché la pensi diversamente su qualsiasi cazzata. Ci siamo convinti che per sopravvivere in questo Giamaica di cemento bisogna fare a sportellate, azzannare per primi, calpestare gli altri prima che lo facciano loro. È diventato uno sport nazionale sputare veleno sugli sfigati, godere delle disgrazie altrui e trattare il prossimo come se fosse un ostacolo da rimuovere con la ruspa. E la cosa che fa più male è che questa cattiveria ti entra dentro come il fumo passivo: ti accorgi che a furia di ricevere sberle dalla vita cominci a irrigidirti pure tu, a rispondere male, a diventare diffidente anche con chi non ti ha fatto niente. Ti intristisce perché pensi che alla fine stanno vincendo loro, quelli che vogliono un mondo di lupi solitari che si scannano per un osso.E invece l'unica risposta seria a questa barbarie quotidiana sarebbe stoppare la catena, decidere di non replicare alla merda con altra merda, anche quando ti verrebbe voglia di spaccare tutto. Tenere un briciolo di decenza e di umanità, fosse pure solo per fare un dispetto a chi vorrebbe vederci tutti imbarbariti.»(ZeroCalcare) Vedi meno

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